Comprare meglio non significa spendere meno

Che cosa accomuna un materasso, una linea cortesia, un software gestionale e una macchina del caffè? Apparentemente nulla. In realtà hanno una caratteristica in comune: ognuno di questi acquisti contribuisce a determinare la marginalità di un hotel.

Il procurement è sempre stato considerato una funzione amministrativa: richiedere preventivi, confrontare prezzi, negoziare, emettere ordini, ricevere la merce. Era un processo quasi invisibile. Lontano dagli ospiti. Lontano dal marketing. Lontano dalla strategia. Oggi non è più così. Secondo Deloitte e HFTP (Hospitality Financial and Technology Professionals), i costi operativi rappresentano una delle principali leve attraverso cui il management può incidere sulla redditività di una struttura, rendendo il procurement una funzione sempre più strategica, non più un reparto di supporto. Nel procurement alberghiero il vero vantaggio competitivo non nasce dal prezzo più basso. Nasce dalla qualità delle decisioni che precedono ogni acquisto.

Il prezzo di acquisto rappresenta soltanto una parte del costo reale. Un materasso meno costoso che deve essere sostituito dopo cinque anni può risultare più oneroso di uno che ne dura dieci. Una linea di cortesia economica può incidere negativamente sulle recensioni. Una fornitura alimentare poco stabile aumenta gli sprechi. Un software poco integrato moltiplica il lavoro operativo.
Il procurement moderno ragiona in modo diverso. Non acquista prodotti ma prestazioni nel tempo. Questa logica è nota come Total Cost of Ownership (TCO). Non si valuta soltanto quanto costa acquistare un bene. Si valuta quanto costerà possederlo, gestirlo, mantenerlo e sostituirlo lungo il suo intero ciclo di vita. Un carrello housekeeping progettato meglio può ridurre i tempi di rifacimento camera. Un sistema di illuminazione più efficiente può diminuire i consumi energetici. Una biancheria di qualità superiore può aumentare la durata del ciclo di utilizzo. L’investimento iniziale cambia poco. L’effetto economico può essere significativo.

Esiste un equivoco che accompagna il procurement da molti anni. Pensare che acquistare meglio significhi spendere meno. In realtà significa spendere in modo più intelligente. Ridurre i costi dove non producono valore. Investire di più dove il ritorno economico è dimostrabile. È una differenza sostanziale. Perché sposta l’attenzione dal costo all’investimento. Ogni acquisto racconta una scelta. Alcune riducono semplicemente una spesa. Altre modificano il modo in cui un hotel lavora, produce valore e compete sul mercato. È questa la differenza tra un ufficio acquisti e una funzione strategica di procurement.

Il miglior fornitore non è quello che costa meno. È quello che aumenta la qualità delle decisioni economiche dell’hotel.